Passo passo attraverso la città - 6^ parte

Passo passo attraverso la città - 6^ parte

Dalla Via dei Fibbiai, si entra nella Piazza della SS:Annunziata.

La via dei Fibbiai prende il nome dall'Arte dei Fibbiai. Nel Medioevo gli abiti non avevano tasche quindi si rendevano necessarie numerose fibbie. Spade, borse, guanti, stiletti, calamai per la scrittura erano appesi alle cinture delle persone di qualsiasi ceto sociale.

La Piazza nel primo Medioevo non era altro che una grande distesa di campi erbosi, recintati ed adibiti al pascolo delle pecore. I fiorentini la chiamavano “cafaggio” che, tratto etimologicamente da una parola longobarda, significava “recinto”. Le mura cittadine più vicine, facenti parte della V° cerchia ovvero la prima cerchia comunale, distavano circa duecentocinquanta braccia (un Braccio Fiorentino è pari a cm.58,3) dalla piazza. La “Porta della Balla” era l'accesso più prossimo per entrare in città e si trovava all'angolo di Via dei Servi con Via Bufalini e Via dei Pucci. Il termine “Balla” si riferiva alle sacche di tela cucite contenenti la materia prima che l' Arte della Lana provvedeva a fare entrare in città per approvvigionare i numerosi “tiratoi” sparsi all'interno del centro cittadino.

Sul lato Nord del “cafaggio” era presente già dal 1201 una piccola cappella che, insieme a tante altre esistenti all'esterno della cinta muraria, servivano come luogo di preghiera per i viandanti che si avvicinavano alla città.

Ebbene, questa storica cappella a seguito di numerose vicende, subirà nel tempo importanti trasformazioni fino a diventare la bellissima Basilica dell'Annunziata che tutti oggi ammiriamo.

La storia dell'Annunziata inizia nel 1233 quando ancora infuriavano in città numerose guerre fratricide che mettevano una contro l'altra le più importanti casate fiorentine. Sette giovani mercanti particolarmente devoti alla Madonna, appartenenti a nobili famiglie, prostrati e logorati nell'animo nell'osservare le continue sofferenze e ingiustizie subite dal popolo in un contesto di violente e cruenti lotte, si appellano alla Madonna attraverso suppliche e preghiere, perché essa interceda per fare cessare questa difficile esistenza. Per dare forza alla loro azione misericordiosa, decidono di ritirarsi in eremitaggio, lasciando i propri beni e i loro averi ai bisognosi ed alle Chiese.

Nell'anno 1245 sul Monte Asinaio, oggi Montesenario, luogo scelto per il loro romitaggio, fondano l'Ordine dei Servi di Maria.

Nel 1250 allo scopo di mantenere un punto di riferimento, di ascolto e di questua in città, due dei monaci: Bonfiglio de' Monaldi e Alessio de' Falconieri, in accordo con il loro Ordine, chiedono ed ottengono dal Vescovo Ardingo Trotti di prendere possesso ed ampliare la piccola cappella del “cafaggio”.

I lavori per la trasformazione da cappella in oratorio che prenderà il nome di Santa Maria di Cafaggio, inizieranno nel 1251 e l'anno successivo avverrà quel fatto clamoroso che rimarrà indelebile negli animi e nelle coscienze del popolo devoto.

Il fatto clamoroso di cui si parla si riferisce al famoso miracolo dell'Annunziata:

Durante i lavori di ristrutturazione per l'ampliamento dell'oratorio, viene dato incarico ad un pittore noto all'epoca, Bartolomeo da Siena, di dipingere all'interno un affresco raffigurante la scena dell'Annunciazione. L'artista inizia il lavoro dipingendo senza alcuna difficoltà l'Angelo Annunciante ma, quando si appresta a tratteggiare il volto della Madonna, avverte che il pennello non segue la volontà della mano, l'azione ed il gesto si bloccano e dopo vari sterili tentativi egli viene improvvisamente colto da una forte stanchezza che successivamente si trasforma in un profondo sonno. Al suo risveglio, con grande stupore, Bartolomeo si trova di fronte ad un bellissimo celestiale volto della Madonna che Michelangelo, secoli dopo, affermerà che “mai mano umana avrebbe potuto dipingere”.

Il pittore, dopo un attimo di sbigottimento e turbamento, esce sulla piazza ed in preda a fortissima emozione, grida con tutta la sua forza di cui ancora dispone, al miracolo! L'eco dell'eccezionale evento si propaga per tutta quanta la città e nei più piccoli e lontani sobborghi suscitando nel popolo una comprensibile eccitazione e commozione.

L'affresco dell'Annunciazione si trova oggi all'interno della Basilica appena superato l'ingresso sul lato sinistro ed è tutt'ora, come lo è sempre stato, oggetto di venerazione in particolare da parte di tanti novelli sposi i quali dopo il matrimonio si recano davanti all'immagine e depositano un mazzo di fiori bianchi pregando per una felice vita coniugale.

Era il 25 Marzo del 1252: da questa data in poi inizieranno i grandi pellegrinaggi al piccolo Santuario Mariano che sarà chiamato ufficialmente e definitivamente della “ Santissima Annunziata.”

Come sempre, continuate a seguirci! Nella 7^ parte troverete ancora tante curiosità, informazioni, dettagli per conoscere ancora meglio la nostra cara e bellissima città.  

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