I Fiorentini e il Carnevale: 5 situazioni che sicuramente hai vissuto

I Fiorentini e il Carnevale: 5 situazioni che sicuramente hai vissuto

Carnevale = cenci, schiacciata e frittelle
Il Fiorentino sa che nel periodo di Carnevale prenderà due chili (quelli che con tanta fatica era riuscito a perdere dopo Natale) e puzzerà di fritto. Sì, perché durante il Carnevale a Firenze le pasticcerie, i forni e i bar riempiranno le loro vetrine con cenci ricoperti di zucchero a velo, frittelle di riso e schiacciate alla fiorentina, rigorosamente con giglio “marrone - cacao” su fondo bianco. Il Fiorentino, sotto carnevale, arriverà in ufficio e, senza che debba dire una parola, sarà chiaro a tutti se ha fatto colazione al bar o no.
Per almeno due settimane, son frittelle.
La domenica in famiglia, invece, si discute su quale sia la migliore schiacciata alla fiorentina della città. Dura lotta tra i’ Badiani, Giorgio e la Marisa, e mai nessuno che per un Carnevale si trovi d’accordo.

Bambini, coriandoli e carri
La prima cosa che fa il babbo fiorentino, quando sta per arrivare Carnevale, è controllare il calendario e sperare che la domenica in cui la moglie lo costringerà a mettersi in macchina per raggiungere il Mugello, San Mauro a Signa o Sovigliana, la Viola non giochi. In quel caso, non ci sono scuse che tengano.
Il babbo fiorentino, lo sa.
Non vedrà mai quella partita. Non gli resta che munirsi di radiolina e buttarsi nella bolgia. Una volta caricato il figlioletto su un carro stracolmo di bambini urlanti lo seguirà, stando attento a non ingoiare coriandoli e stelle filanti. Il babbo fiorentino, generalmente, non ama il Carnevale.
La mamma fiorentina, invece, si divide in due categorie. C’è quella che si improvvisa sarta per un giorno all’anno e con tulle, nastri e stoffe traslucide, imbastisce un travestimento più raro che unico, bucacchiando il figlioletto con una quantità indefinita di spilli. C’è invece quella che proprio non se la sente di darsi al fai-da-te e inizia la ricerca del vestito di Carnevale a fine giugno, ritrovandosi immancabilmente l’ultimo giorno utile a vagare per la periferia della città alla ricerca di uno spacciatore di abiti da Masha, Elsa o Minion.

Festa in Morgagni obbligatoria
La festa di Carnevale in Morgagni è obbligatoria. Almeno una volta nella vita ci si deve andare. Non importa se il giorno dopo hai lezione, la festa in Morgagni non la si può saltare. Al massimo salti la lezione. Non vi aspettate banconi del bar con barman che ruotano abilmente gli shaker. I cocktail, alla festa in Morgagni, sono preparati nelle insalatiere di plastica. Un bel biglietto scritto a pennarello indica se si tratta di Gin Lemon o Cuba Libre e per servirti vengono usati i ramaiòli da minestra. Usanza spartana ma sempre valida. Più che un’università, quella sera, Morgagni diventa un campo di battaglia.
Troverai ragazzi addormentati sulle scale, in bagno e sul retro della facoltà. Qualcuno dormirà in macchina. Qualcuno non si ricorderà di esserci stato, in Morgagni, quella sera.

Baci una fata, ti svegli con un gorilla
A Carnevale, come per ogni festa comandata, si va a ballare. Più o meno in tutte le discoteche fiorentine, da sempre, viene organizzata una festa in maschera. Dalla Flog al Tenax, dal Full Up al Viper. Quella sera in discoteca potrai assistere al degrado umano. Agli uomini piace indossare travestimenti in pelliccia sintetica. Li vedi agitarsi in mezzo alla pista, quei conigli giganti, orsi polari e leoni, sudati fradici con il trucco colato e la zip sganciata. Ogni anno sudano più di un atleta podista che corre sull’asfalto il 15 agosto, ma non demordono. Ogni anno, imperterriti, scelgono la pelliccia. L’alternativa? Il sempreverde travestimento da Eric de “Il Corvo”. Altro aspetto di queste serate è la deriva sexy dell’abito di Carnevale classico: la sexy-suora con scolli vertiginosi e spacchi profondi, la leonessa strizzata in una tutina di lattex, la piratessa con una succinta minigonna non più lunga di 12 cm. Insomma, l’occasione del Carnevale sembra incentivare le dolci fanciulle a svestirsi più che a travestirsi. Il fiorentino ci si butta a capofitto in questa ridente e paradossale situazione goliardica. Nelle feste di carnevale in discoteca nascono le storie d’amore più traumatiche di sempre. Occhio, eh! Perché baci una fata e ti svegli con un gorilla.

A Carnevale, ogni scherzo vale. Ma vale anche il cappotto in alpaca
Se non ami gli scherzi, non ami Carnevale. A Carnevale, si sa, ogni scherzo vale e non ci si può arrabbiare con i ragazzini che ti riempiono i vestiti di coriandoli e nemmeno con quelli che ti spaccano i timpani a suon di trombette. No, non si può. Le opzioni sono due: entrare nello spirito giusto e affrontare i lungarni facendosi trascinare dai bambini urlanti, o restare a casa. Se decidete (o siete obbligati a farlo) di passare il sabato o la domenica pomeriggio in Piazza Ognissanti, alle Cascine o nella piazza del vostro quartiere, la regola numero uno che non dovete dimenticare mai è: non indossare cappotti pregiati o ai quali tenete molto. Il perché è semplice: essere travolti da ondate di schiuma o ritrovarsi mummificati nelle stelle filanti spray è più facile di quanto pensiate. E non c’è lavanderia che tenga, il vostro adorato cappotto sarà da buttare!

I luoghi citati nell'articolo sono stati scelti dalla nostra redazione in completa autonomia. L'articolo non contiene riferimenti commerciali, ma vuole essere solo d'aiuto ai lettori in cerca di idee per trascorrere al meglio il proprio tempo libero a Firenze.

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