Firenze e il Tram: Breve racconto sul Tranvai

Firenze e il Tram: Breve racconto sul Tranvai

L'evoluzione del tram a Firenze inizia con il trasporto a mezzo di cavalli, quindi a vapore e successivamente elettrico

IL TRAM A CAVALLI

Era il 5 Aprile del 1879 quando fu inaugurata la prima tranvia a cavalli su rotaia che collegava Firenze a Peretola, destinazione estesa l'anno successivo a Prato e Poggio a Caiano. Si trattava di vetture trainate da una coppia di cavalli, con all'esterno il vetturino che sedeva “a cassetta”, in corrispondenza del tetto, sul quale un cartello posto in orizzontale si estendeva per tutta la lunghezza della vettura mostrando il numero, la destinazione della linea ed un richiamo pubblicitario. All'interno si trovavano due panche imbottite con testiera, lunghe quanto la vettura, allineate una di fronte all'altra e destinate ai passeggeri. Sulla parte posteriore una piccola piattaforma circolare era munita di una scaletta che serviva per l'accesso alla vettura. La linea era gestita dalla Società Belga TF (Tramways Florentins) per questo subito ribattezzata dai fiorentini “tramvai”. Nello stesso periodo altre sette linee furono messe in esercizio fra le quali quella per Sesto con capolinea in Piazza della Signoria e quella per Fiesole con capolinea in Piazza San Marco.

IL TRAM A VAPORE

Il 19 Maggio del 1886, fu inaugurata la prima linea cittadina del tram a vapore su rotaia nella tratta Cure - San Domenico . Il tram a vapore era simile ad un locomotore ferroviario di dimensioni ridotte. Il “fumaiolo” era posto anteriormente con la caldaia sottostante e, lateralmente, si trovava una piccola piattaforma semi sporgente da dove il macchinista conduceva il tram “a vista”. Le vetture dei passeggeri avevano una copertura a spiovente e le finestre laterali erano protette da tendaggi in estate e da vetro in inverno. La salita sulla vettura avveniva da una scaletta laterale posta nella parte posteriore che dava accesso all'interno dove si trovavano, a seconda del modello di costruzione, panche trasversali o sedili in legno disposti sui due lati in doppia fila per tutta la lunghezza della vettura.

Alla tratta Cure – San Domenico si aggiunsero successivamente quelle per Poggio a Caiano, Campi, Signa e Greve.

Nel 1890 fu inaugurata la linea del Chianti, con tragitto da Piazza Beccaria a San Casciano. Il tram a vapore del Chianti ebbe un notevole sviluppo tanto che la sua attività si protrasse fino al 31 Luglio del 1935.

IL TRAM ELETTRICO

Nel 1890 la stessa Società Belga TF dette inizio all'era del Tram elettrico.

La prima linea elettrificata fu inaugurata il 19 Settembre 1890. Si trattò della Firenze- Fiesole,

prima tranvia elettrica in assoluto in Italia.

Il tram elettrico dell'epoca era formato da sei moduli per una lunghezza complessiva della vettura di 6 metri, con finestre a vetri, tetto spiovente con lucernario rialzato sul quale era posta la “puleggia”,cioè un' asta di collegamento alla rete aerea. All'estremità, su due piattaforme semicircolari una anteriore e l'altra posteriore, prendeva posto il guidatore a secondo della direzione di marcia. All'interno i sedili erano formati da panche in legno trasversali con due postazioni a parete per il “bigliettaio”. L'accesso alla vettura avveniva tramite alcuni gradini posti ai lati delle piattaforme del guidatore. Il 31 Ottobre del 1898, fu elettrificata la linea per Bagno a Ripoli lunga circa 7 km. e il mese successivo la linea elettrica cittadina Piazza Duomo-Piazza Beccaria- Piazzale degli Zuavi (Piazza Vittorio Veneto). Ai primi del Novecento la rete tramviaria comunale misurava complessivamente 18 km e, partendo dai capolinea posti in centro, serviva a raggiera le zone periferiche della città. Intorno al 1920 vennero assegnati ai percorsi principali i numeri di linea, ben esposti sul tram in testa e in coda, che si unirono ai nomi della destinazione. La numerazione, salvo poche eccezioni, è pressappoco la stessa degli attuali autobus cittadini.

Dal 1920 al 1935 le linee si moltiplicarono e quasi tutte le zone cittadine e periferiche furono raggiungibili dal tram. Nel corso del tempo le vetture tranviarie subirono numerose trasformazioni sia nelle dimensioni acquistando maggiore capienza, sia nello sviluppo tecnico acquisendo maggiore potenza e migliorando il profilo estetico.

Negli anni quaranta del novecento la rete fu gestita dalla FIAT e dal 1° Gennaio del 1946 la gestione fu pubblica con ATAF (Azienda Tranviaria Automobilistica Filoviaria) la quale completò nel 1951 l'opera di ripristino per i danni della guerra. In quel periodo la città tornò ad essere servita dalla rete tranviaria in tutte le zone sia centrali che periferiche, con grande afflusso di viaggiatori.

Tuttavia materiali rotabili obsoleti, veicoli inadeguati, il necessario rifacimento dei manti stradali dovuti all'esplosione del traffico automobilistico e la montante concorrenza degli autobus privati sconsigliarono le autorità a proseguire l'attività tranviaria. L'ultima corsa fu effettuata dal tram n.17 il 20 Gennaio del 1958 alle ore 1,15 entrando nel deposito di Piazza Alberti. Tutto il trasporto pubblico tramviario fu sostituito da quello filoviario fino al 1973 per poi passare definitivamente, al servizio di autobus. Oggi il ripristino del tram da parte delle autorità comunali ci fa riflettere sul fatto che forse quella decisione nel 1958 fu un po' troppo affrettata e molti pensano che il successo della attuali linee T1 T2 T3, ne sia la dimostrazione.

Testo di Silvano Caciolli

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