Accadde a Firenze, ad Ottobre.

Accadde a Firenze, ad Ottobre.

U.F.O. SU FIRENZE

Nel primo pomeriggio del 27 Ottobre 1954, una formazione di sei oggetti volanti sotto forma di dischi, sigari e sfere, dal colore bianco lucido e brillante, sfrecciano ad altissima velocità nel silenzio più assoluto sul cielo Fiorentino direzione nord-sud, lasciando cadere una pioggia di fiocchi bianchi simili alla bambagia. Il primo avvistamento viene fatto da uno studente universitario che chiama "La Nazione" per segnalare lo strano accadimento. Nelle ore successive sono moltissimi i cittadini che chiamano i centralini del giornale e delle Autorità, confermando quella strana visione. Allo Stadio Comunale si gioca Fiorentina - Pistoiese con circa diecimila spettatori sugli spalti. Alla visione degli strani oggetti volanti, la preoccupazione tra i tifosi si fa sentire e la partita da lì a poco viene sospesa. Naturalmente il fenomeno è oggetto di indagini ed analisi da parte delle Autorità, che si affidano agli esperti di Chimica Analitica dell'Università di Firenze. Vengono analizzati i fiocchi bianchi raccolti arrivando alla conclusione che si fosse trattato di una composizione di boro e silicio, senza però dare spiegazioni della loro origine. Il Direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri prova a dare una propria versione, facendo una serie di supposizioni. Ipotizzò che fossero meteoriti oppure l'effetto ottico dell'insieme dei fiocchi prima dello sfilacciamento. In ogni caso non si raggiunge e non si raggiungerà mai ad una spiegazione esaustiva lasciando l'episodio fino ad oggi avvolto nel mistero.

AUTOSTRADA DEL SOLE 

Il 4 Ottobre 1964 viene inaugurata l'autostrada A1 Milano - Napoli, anche chiamata Autostrada del Sole. La posa della prima pietra risale al 19 maggio del 1956. L'intera opera fu inaugurata dall'allora Presidente del Consiglio Aldo Moro, dopo solo 8 anni di lavori. La celere costruzione dell'Autostrada del Sole provocò, purtroppo, numerose vittime di morte bianca, in particolare morirono diversi operai impegnati nei lavori sul tratto Appenninico. Il giorno dell'inaugurazione, nella Chiesa di San Giovanni Battista, progettata da Giovanni Michelucci, posta nel tratto finale della Firenze Mare, fu posata una lapide commemorativa a ricordo di quei caduti. La lapide recita in latino “Ad memorian qui ceciderunt operariorum” (in memoria degli operai caduti). 

IL MACELLO PUBBLICO

Il 1° Ottobre 1838 durante il governo granducale di Leopoldo II°, fu creato a Firenze il primo grande macello pubblico, nei pressi dell'attuale piazza Verzaia in San Frediano. Con questa istituzione si arriva finalmente ad organizzare al meglio l'approvvigionamento delle carni di mercati e botteghe mettendo fine ad una situazione disastrosa, senza regole e priva di una qualsiasi norma igienica. In precedenza la macellazione e la vendita avvenivano all'interno del “Mercato Vecchio” oggi Piazza della Repubblica e dintorni, dove nei primi del 1800 erano censiti circa 520 fra ambulanti e bottegai con 140 garzoni, divisi in varie categorie: macellai da strada, macellai di malacarne, agnellai, frattagliai, trippai, pollaioli, pelateste, testaioli e molti altri ancora. La lavorazione delle carni si svolgeva sul posto e spesso in strada, producendo resti e scarti che finivano in Arno, gettati dal Ponte alla Carraia, e nelle fogne, spesso intasandole. Questi resti, lo potete immaginare, provocavano odori nauseanti che richiamavano gatti, cani e topi in grande quantità. Il popolo si accalcava intorno ai banchi, in quella intollerabile sporcizia. Il vocìo, i battibecchi e i litigi facevano parte della caotica scena della scelta del “brincello”, pezzo di carne così chiamato all'epoca, che  passava di mano in mano prima di essere incartato e venduto. Naturalmente i nobili e i ricchi si guardavano bene dal frequentare il mercato. Le carni e la cacciagione giungevano direttamente dalle campagne con un unico passaggio dopo un' accurata scelta e consegnate direttamente nei loro palazzi.

BALLOTTE E BRUCIATE

Il 28 di Ottobre, fino agli anni Cinquanta del Novecento, a Firenze si festeggiava la Fiera di San Simone che si svolgeva nei dintorni dell'omonima piazza ed in particolare al Canto degli Aranci. Questa festa di origini pagane si era poi trasformata in festa Cristiana. Come le più importanti fiere annuali anche questa aveva tradizioni che si rifacevano alla cucina e "al mangiar bene”.  Si vendevano e assaggiavano i prodotti genuini che la terra regalava in quel periodo dell'anno, come le castagne e il vino nuovo. "Per San Simone ballotte e vin novo", questo era il detto della festa. Gli ambulanti arrivavano dalle campagne di prima mattina con i loro barrocci carichi di castagne ammucchiate a cupola, muniti di paioli e padelle per la loro cottura. Acceso il fuoco si bollivano e si arrostivano le castagne, si cuocevano la pattona, il castagnaccio e il migliaccio, condito con l'uvetta e il ramerino. Lo scoppiettìo delle padelle e il borbottìo dei paioli si confondeva con le urla dei venditori che in rima o in versi pubblicizzavano il loro prodotto: "Ballotte! bruciate! A comprarle che aspettate!", "Cardo il migliaccio! Spose spicciatevi sennò un vi tocca!","L'ho carda la pattona". La fiera era un momento al quale il popolo partecipava allegramente, dove si mangiava e si beveva ma si facevano anche nuove amicizie in un clima allegro e festaiolo. La vicina Piazza Santa Croce era invece luogo dedicato ad altri ambulanti, soprattutto rigattieri e venditori dell'usato, che esponevano oggetti di uso comune, mobili e suppellettili acquistati generalmente dai cittadini meno abbienti. La fiera, per loro, era l'occasione per cambiare o abbellire con poca spesa l'arredamento delle loro modeste abitazioni.

IL GRANDE PITTORE MODERNO

Il 28 Ottobre 1988 moriva a Firenze Pietro Annigoni. Trasferitosi da Milano a Firenze nel 1925 per motivi di lavoro del padre, ottiene la maturità classica all'Istituto degli Scolopi. Subito dopo si iscrive all'Accademia delle belle arti, da dove inizia la sua geniale carriera di pittore. Nel 1945 è firmatario del manifesto dei pittori moderni della realtà insieme a Gregorio Sciltian ed ai fratelli Bueno. Usa tecniche pittoriche rinascimentali con le famose tempere grasse, contrasta il modernismo e rimane fedele al realismo. Predilige la ritrattistica e in questo campo si impone realizzando ritratti ai più celebri personaggi del mondo. Si ricordano: La Regina Elisabetta II° il cui ritratto comparirà stampato sui francobolli del Regno, Papa Giovanni XXII°, John Fitzgerald Kennedy, Filippo di Edimburgo, la Principessa Margaret, Alcide de Gasperi, Mohammad Reza Pahlavi con l'Imperatrice Farah, Margherita di Danimarca ed altri ancora. Tali ritratti in particolare quelli dei Reali Inglesi gli valgono l'appellativo di “Pittore delle Regine”. Si dedica anche all'arte dell'affresco, un' altra delle sue grandi passioni, con importanti lavori effettuati in particolare nell'Abbazia di Montecassino, nella Basilica di Sant'Antonio da Padova, alle Logge del Bigallo a Firenze ed in molti altri importanti luoghi. Il grande Annigoni è sepolto nel cimitero delle Porte Sante in San Miniato. 

IL TELEFONO ACUSTICO

Il 31 Ottobre del 1833, Antonio Meucci, Fiorentino di San Frediano, viene chiamato ad operare come esperto al Teatro della Pergola, in quel momento uno dei più importanti teatri Italiani ed Europei. Gli studi conseguiti all'Accademia, accreditano Meucci come persona esperta e capace, in grado di poter agire nei campi della meccanica, fisica, chimica, ottica, elettricità. Attività che il Teatro della Pergola, data la sua importanza in quegli anni, richiede. Antonio Meucci viene dunque assunto come macchinista del teatro e dalla sua piccola stanza laboratorio entra in “scena” costruendo un tubo metallico dotato di appositi dispositivi esterni ed interni che, dalla base del palcoscenico, porta la voce fino alla massima altezza del piano scenico. L'invenzione avviene per soddisfare la richiesta dei soffittisti, tecnici addetti alle manovre di scena, che avevano la necessità di comunicare dall'altezza di diciotto metri con i colleghi sul palcoscenico a terra. Quella di Meucci è la prima invenzione al mondo del Telefono Acustico. Nel 1849 Meucci è a Cuba. Nell'isola dei Caraibi approfondisce lo studio delle trasmissioni, inventando il primo telefono per via elettrica. Nel 1871 si trova a New York, ed è lì che brevetta il "telettrofono", prototipo di quello che poi sarebbe diventato il telefono odierno. Purtroppo le autorità Americane non riconoscono il telettrofono come base per l'invenzione del telefono e ne assegnano la paternità a Graham Bell il quale, secondo alcuni, aveva sfruttato con vari sotterfugi progetti e disegni del Meucci. Finalmente nel 2002, una risoluzione del Congresso degli Stati Uniti fa giustizia sentenziando il riconoscimento universale ad Antonio Meucci come inventore del telefono. Visite guidate all'interno del Teatro della Pergola danno la possibilità di vedere il telefono acustico originale nel luogo dove Meucci lo installò.

LO SCRITTORE POPOLARE

Il 19 Ottobre 1913, nasce a Firenze nel quartiere centrale di San Giovanni, Vasco Pratolini. Scrittore, redattore, giornalista e consulente di famosi registi cinematografici, Pratolini racconta la vera essenza della vita del popolo fiorentino, racchiusa nel periodo storico più difficile, quello a ridosso della Seconda Guerra Mondiale. I suoi romanzi, dalla scrittura chiara e raffinata, sono quasi sempre incentrati sul vivere nei quartieri più popolari che attraverso la narrazione di storie semplici e drammatiche, vicende sentimentali e politiche, pongono il lettore nella condizione di comprendere l'atmosfera dell'epoca e di riconoscersi in quel sentimento che ci permette di riscoprire le nostre origini fiorentine. I romanzi più noti vanno dagli anni quaranta agli anni novanta e iniziano con "Via de' Magazzini", ed in seguito: "Il Quartiere","Cronaca familiare", "Cronache di poveri amanti", "Le ragazze di San Frediano", "Metello", "Lo scialo" ed molti altri ancora.

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